Pierluigi Porazzi a proposito de "Il senso dell'ora felice"

"Un romanzo che supera le definizioni di genere, collocandosi nella letteratura tout court."

Giuseppe Culicchia a proposito di "Cerniera lampo"

"Un romanzo che fa sorridere e riflettere"

Gianluca Morozzi a proposito di "Tutto quell'amore disperso"

"Un perfetto, equilibrato mix di musica di classe e donne complicate"

Renato Minore a proposito di "Se avessi previsto tutto questo"

"Una storia di forte identificazione in cui c’è sempre una partenza da affrontare, uno sradicamento nuovo che è ormai la condizione coscenziale di un’intera generazione."

venerdì 26 giugno 2015

OSPITE DELLA TRASMISSIONE TV "DOLCEAMARO": LA PUNTATA INTEGRALE

Potete visionare, cliccando sul link a seguire, la puntata integrale della trasmissione "DolceAmaro", in onda su Video Mediterraneo il 9 giugno e che mi ha visto apparire in qualità di ospite nella prima mezz'ora.
Brillanti conduttori, Alessandro Baglieri e Rossella Scribano.

martedì 9 giugno 2015

STASERA OSPITE A "DOLCEAMARO", IN DIRETTA SU "VIDEO MEDITERRANEO"


Stasera sarò ospite del programma Tv DolceAmaro, nella sua versione "Night" in onda in prima serata, in diretta su Video Mediterraneo alle 21, canale 11 del Digitale terrestre, visibile anche su Sky (canale 823) e in streaming sul sito internet. Ovviamente parlerò anche e soprattutto di "Tutto quell'amore disperso".

lunedì 25 maggio 2015

A TAORMINA, OSPITE DI "SPAZIO AL SUD"

Sabato 23 maggio ho presentato "Tutto quell'amore disperso" presso la "Sala Naumachie" dell'Hotel Isabella di Taormina. Una nuova tappa del mio "Tour" offertami dall'Associazione Arte & Cultura presieduta da Maria Teresa Papale e sponsorizzata dall'Associazione Albergatori di Taormina e patrocinata da partners di rilievo quali il Comune di Taormina, Taormina Arte, “Associazione Imprenditori Per Taormina, “Gais Hotels Group”, e vede la collaborazione dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì”. Si trattava di un evento inserito nel ricco cartellone di "Spazio al Sud", un caffè letterario che ha già ospitato colleghi illustri e venerati, tra gli altri Massimo Maugeri e Luigi La Rosa. Ne è scaturita una piacevolissima conversazione con Milena Privitera (che qualche tempo fa aveva ben recensito il mio romanzo su "Pickline": http://www.pickline.it/2015/02/16/lultimo-romanzo-di-luca-raimondi-tutto-quellamore-disperso/194956) che ha toccato davvero tutti i temi che mi stanno a cuore...una "Vita & Opere di Luca Raimondi" molto piacevole per il pubblico, da quanto ho potuto carpire dai loro volti. 


martedì 12 maggio 2015

IL PREMIO "SIMONE TASCA 2015": LA MOTIVAZIONE E LE FOTO


L'8 maggio, al Cine Teatro Antidoto di Gela, mi è stato consegnato il "Premio alla Cultura Simone Tasca 2015" con questa motivazione: "Quasi un ventennio di attività culturale intensa e dedicata all'espressione dei contenuti della fantasia in forma di opere letterarie, saggistiche e narrative. Luca Raimondi rappresenta un'eccellenza nel panorama della cultura in Sicilia. Le sue numerose pubblicazioni esprimono l'esito della riflessione sul mondo, sulla storia e sulla fantasia. Per il suo valido contributo, il Premio della Cultura Simone Tasca vuole fare rilevare la bellezza, l'impegno, l'interesse per la letteratura di Luca Raimondi. Ogni lettura è una nuova prospettiva per lo scrittore che non lascia nulla di scontato, ma è capace di guardare alle azioni e alle reazioni delle emozioni con la capacità di evocare immagini e sfuggire gli errori. Fornendo un'espressione letteraria garbata, in un equilibrio tra originalità ed eleganza, Raimondi ha presentato negli anni un lavoro degno di lode e apprezzamento. Per queste ragioni la commissione del premio ha deciso di assegnare allo scrittore siciliano il premio della cultura Simone Tasca."
A seguire, l'articolo dal roboante titolo che mi ha dedicato "La Sicilia" e alcune foto relative alla serata di premiazione.


giovedì 7 maggio 2015

"PREMIO SIMONE TASCA 2015", L'8 MAGGIO LA PREMIAZIONE A GELA

Venerdì 8 Maggio alle ore 18:30, presso il Cine Teatro Antidoto di Gela, saranno assegnati i premi nell'ambito del concorso letterario intitolato alla memoria del Preside Prof. Simone Tasca. Il “Premio alla Cultura” andrà al sottoscritto.
Nella serata, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Gela e dal Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo”, si discuterà con Anita Lo Piano, Presidente del comitato locale CRI di Gela, sul tema "L'eco dei tamburi nelle notti insonni: uomini in abiti senza nome". Riceveranno inoltre i premi gli studenti del Liceo Scientifico, dell'Itis e degli I.C.S. Verga e Quasimodo che si sono posizionati ai primi posti del concorso letterario. Alla serata presenzieranno anche il Sindaco di Gela, Angelo Fasulo, il Presidente del Premio, Andrea Cassisi, nonché Lorena Scimè, Presidente della Commissione Letteraria.

venerdì 1 maggio 2015

PRESENTATO IL ROMANZO DI ROBERTO MOLITERNI "ARRIVEDERCI A BERLINO EST"

Giovedì 30 aprile alle 18:30 ho introdotto, presso la libreria Biblios Cafè, la presentazione del romanzo Arrivederci a Berlino est di Roberto Moliterni, scrittore e sceneggiatore nonché vincitore, con questo libro, della terza edizione del premio letterario Rai La Giara. Arrivederci a Berlino Est trascina il lettore in un intenso intreccio di eventi che vanno dalla guerra in Albania alla caduta del Muro, travolgendo il Titta, un siciliano che ha più volte cambiato nome e identità nel corso della sua vita e che è finito a trascorrere le giornate in una piccola pensione della città divisa, ormai rifugio di spie che vengono da ogni parte del mondo. Il protagonista vive sospeso tra un passato scomodo e l'amore per una donna che non riesce a dimenticare. 
Roberto Moliterni, senza sacrificare il ritmo proprio di un noir, riesce a penetrare e scavare i suoi personaggi, sempre in bilico tra il desiderio di scegliere il proprio destino o subire quello che la storia decide per loro. Il libro, che ha sconfitto più di 500 romanzi inediti pervenuti alle 21 sedi Rai di tutta Italia e si è aggiudicato la Giara doro, è una storia che intreccia amore e spionaggio, ripercorrendo un vasto arco di tempo che va dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro.
Moliterni riesce a governare bene il complesso intreccio degli eventi, a trascinare il lettore per le vie di Berlino est, a fargli sentire le sue strade come una grande gabbia, a fargli respirare il clima di quegli anni dalla Bulgaria alla Praga della rivoluzione, con una scrittura capace di ricreare tutti i colori delle diverse fasi attraversate dal suo protagonista: dai toni forti e intensi della gioventù inconsapevole e idealista, a quelli cupi di una maturità disillusa, a quelli grigi di una vecchiaia rassegnata con un cuore solo apparentemente in inverno. Una scrittura che, senza sacrificare il ritmo proprio di un noir, è capace di penetrare e scavare i propri personaggi restituendogli tutte le contraddizioni della vita vera. Il protagonista si chiederà continuamente se siano state le proprie scelte a condurlo là dove si trova, o se la Storia, il contesto, le origini, gli abbiano tracciato un'unica strada percorribile. Moliterni, con una scrittura mai banale, traccia un personaggio la cui amara consapevolezza ha il pregio di non essere dimenticata dal lettore.
Roberto Moliterni (1984) è cresciuto a Matera. Dopo gli studi in cinema, nel 2010 ha vinto il Premio Malerba per la sceneggiatura In prima classe. Ha pubblicato Fare un corto (Dino Audino Editore, 2012), collabora come rubricista a diverse riviste e ha un blog su "Donna Moderna". Ha ideato insieme a due amici le carte da gioco "Materane". Arrivederci a Berlino est è il suo primo romanzo.



mercoledì 22 aprile 2015

IL 21 APRILE OSPITE DEL "GOLD ELEPHANT WORLD" FILM FESTIVAL DI CATANIA

In quel di Catania, martedi 21 aprile, ho introdotto il film in concorso "Ida" di Paweł Pawlikowski (già vincitore del premio Oscar come miglior film non in lingua inglese) in apertura della sesta giornata del Gold Elephant World - International Film & Musical Festival. Grazie a Cateno Piazza per avermi fortemente voluto come ospite della sua prestigiosa manifestazione, giunta alla quarta edizione. 
La mia scelta di introdurre quel film è stata dettata dalla mia familiarità con i luoghi in cui è girato: mia moglie è originaria infatti di Łódź, e da anni mi reco periodicamente in quel "voivodato". Il film, pur ambientato nel 1962, restituisce molto bene le atmosfere di quei luoghi, dove è facile trovare zone urbane e rurali "di altri tempi".
Una sorpresa e un piacere trovare dietro la quinte anche il produttore, il regista e l'attore del film "Bolgia totale", con cui mi sono piacevolmente attardato. L'attore era il cèco (ma da anni di casa in Francia e in Italia) Ivan Franek, indimenticabile protagonista di "Brucio nel vento" di Silvio Soldini, ma i più ricorderanno più che altro il suo piccolo ruolo ne "La grande bellezza".

lunedì 13 aprile 2015

L'INCONTRO DEL 10 APRILE ALLA "CASA DEL LIBRO": IL RESOCONTO DI ANNA DI CARLO SU NUOVOSUD.IT

Molto piacevole l'incontro del 10 aprile presso La Casa Del Libro tra il sottoscritto, lo scrittore-filosofo Gianfranco Damico e la psicologa Marcella Cifali; non potrei resocontare l'evento meglio di quanto abbia fatto Anna Di Carlo per conto della rivista on line Nuovosud.it: 

"Raccontare di sé, della propria vita, dei propri ricordi è un atto liberatorio, catartico, terapeutico. Non a caso Luca Raimondi (nella foto) scrittore dalla personalità versatile, capace di conciliare l’ amore per la narrativa con l’ attività di pedagogista, affida la presentazione del suo ultimo romanzo Tutto quell’amore disperso, nella storica libreria siracusana Mascali, alla psicologa Marcella Cifali e allo scrittore Gianfranco Damico, life- coach e pragmatico filosofo del pensiero positivo, Come in una seduta terapeutica, la lettura semiseria e dissacrante di Damico e quella scientifica della Cifali, con arte maieutica, mettono a nudo l’ inquietudine esistenziale di Carlo Piras, il giovane studente universitario protagonista del Bildungsroman di Raimondi. Sullo sfondo di una Catania di fine millennio, attraversata da un attivismo febbrile e fagocitante, Carlo, novello Leopardi, insofferente nei confronti della cultura accademica e della vita mondana della città, è incapace di entrare in relazione con gli altri, paralizzato in una condizione di estraneità al mondo. A sottolineare le scaturigini della solitudine dell’io narrante è la dottoressa Cifali, che insiste sul leitmotiv del romanzo, il complesso del figlio unico: “Tutti quei giocattoli. Tutti quei giocattoli solo per me. Com’ero contento. Com’ero solo. Giocavo da solo. Ero contento da solo. Ero contento così. Ero triste così”. L’egocentrismo di Carlo è attestato dal prevalere del monologo interiore, dall’uso di un linguaggio cerebrale e dall’insistente ricorso a interrogativi che rimangono senza risposta. La stessa Sofia, oggetto di un amore sfumato in un sogno adolescenziale, vagheggiato fino all’ossessione e infine cristallizzato in un tenero rimpianto, non campeggia nella narrazione come protagonista: non le vicende esteriori dell’amore, bensì le ripercussioni di quelle nella vita intima del protagonista costituiscono la materia affettiva del racconto. La ricerca di senso e di identità è un percorso aggrovigliato, labirintico, doloroso. Ma è attraverso il dolore inevitabile della crescita che il disadattato Carlo, come il giovane James, protagonista del poetico Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, supera la linea d’ombra che gli consente di diventare un adulto. Il romanzo è dichiaratamente autobiografico (per quanto la letteratura trasfiguri la vita sostituendosi sovente ad essa): “Ritornare con la mente su sentimenti vissuti tempo addietro, afferma Raimondi, ci fa capire il motivo di scelte che forse oggi non faremmo più. Andare alla scoperta di pezzi lontani, dimenticati della propria storia, significa conoscerci di più; cercare di comprendere strutture che ci sembravano senza forma, senza equilibrio, o senza coerenza; dare risposte a vecchie domande. Per questo, l’autobiografia è una forma di auto-formazione permanente”.
La solitudine di Carlo non è però individuale: vi si riconosce in essa un’intera generazione di giovani, eredi dell’impegno politico e civile degli anarcoidi padri sessantottini, affetti da quel che Massimo Recalcati definisce il complesso di Telemaco. Alla musica psichedelica, allucinata, ribelle della contestazione del ’68 si sostituisce quella degli anni ’90, colonna sonora dell’adolescenza di Carlo. Cosa rimane di tutto l’amore disperso? A fornire una spiegazione dei rimpianti che affiorano nelle parole dello scrittore interviene Damico “Il rimpianto è la presa di coscienza della nostra più profonda umanità e la liberazione dalla prigionia di quella fisiologica tendenza a cristallizzarci una soffocante rete di schemi fissi che alimentano la nostra sofferenza”. A chi dubitasse della necessità di assecondare l’urgenza impellente del nostro tempo di comunicare, di esplorare e di esplorarsi, di dare sfogo alla tristezza e una forma alla vita attraverso la scrittura, parafrasando lo scrittore Javier Marias, ricordiamo che esiste un’enorme zona d’ombra, in cui solo la letteratura è in grado di penetrare, non per illuminarla o rischiararla, ma per percepirne l’immensità e la complessità. La letteratura ci consente di comprendere un po’ meglio noi stessi e il mondo, che finiscono comunque per coincidere. E forse per questo ogni vita è degna di un romanzo."
ANNA DI CARLO


venerdì 27 marzo 2015

"IN PRINCIPIO SONO LE CAREZZE": IL 10 APRILE INCONTRO ALLA "CASA DEL LIBRO"

Il 10 aprile presso La Casa Del Libro converserò con lo scrittore Gianfranco Damico e con la psicologa Marcella Cifali; il mio tormentato alter-ego Carlo Piras sarà sottoposto a un'attenta analisi psico-relazionale!
Gianfranco è autore di tre libri, i primi due ("Piantala di essere te stesso" e "Il codice segreto delle relazioni") pubblicati con successo nella collana "Urra" di Feltrinelli, l'ultimo, "Logos evolution", da Melino Nerella. Libri di difficile definizione e catalogazione, a cavallo tra biologia, neuroscienza, psicologia e comunicazione...ma, è questo è il bello, nessuna pesantezza, nessuna zavorra intellettualistica e tanta, tanta, vita vissuta. Sono saggi anche molto divertenti e profondi, scritti benissimo. Ammiro tantissimo Gianfranco e sono onorato di averlo come "sparring partner" per quest'incontro.  Sono sicuro che, coadiuvati anche da una psicologa professionista come Marcella, riusciremo ad illuminare i tanti anfratti oscuri della complicata e tragicomica vita sentimentale di un figlio unico.


giovedì 26 marzo 2015

"SCRITTORI E SCRITTURE" AL BIBLIOS: LE FOTO

"Scrittori e scritture": orfani di Angelo Orlando Meloni e Taniele Zido (problemi familiari per il primo, aeroportuali per il secondo), io e Alberto Minnella il 1° marzo abbiamo risposto alle domande del critico Lorenzo Perrona e del pubblico presso il Biblios Cafè di Paola Tusa e Paolo Mastrangelo riguardo le nostre esperienze letterarie ed editoriali. Una bella serata, peccato non aver potuto schierare l'intera formazione.







mercoledì 18 marzo 2015

UNA RECENSIONE DI LINA LOMBARDO

Fa davvero piacere ricevere ogni tanto recensioni spontanee da stimati lettori. Lina Lombardo, autrice del bel romanzo "Il lato oscuro della luna", ne ha scritta una su Ibs.it. Dal 1988 fino al 2012, è stata esperta linguistica di Spagnolo presso la Facoltà di Lettere e di Lingue dell’Università di Catania. È scrittrice di racconti brevi e di poesie con i quali ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Pubblico la sua opinione sul mio blog con vero piacere, perché è pur sempre una bella soddisfazione avere lettori attenti e competenti come lei.
"Il romanzo di Luca Raimondi "Tutto quell'amore disperso" è la storia di un mancato incontro tra il protagonista Carlo Piras e una giovane studentessa: Sofia. 
Il personaggio maschile che rappresenta l'alter ego dell'autore descrive il malessere che lo attanaglia negli anni forse più difficili di un essere umano: l'ingresso nell'universo degli adulti e nello specifico il disorientamento che colpisce l'adolescente che da una piccola cittadina di provincia come Siracusa si trasferisce a Catania per studiare all'Università lasciandosi dietro la classica "campana di vetro" costruita dalla famiglia. Lo scrittore si serve di un linguaggio insolente e trasgressivo, con termini volutamente osceni, per esprimere la rabbia, la stizza di chi teme che i propri ideali possano fallire. Sul romanzo aleggia l'influenza dei "giovani arrabbiati" inglesi della metà del secolo scorso e della Beat Generation americana che rivendicano la libertà sessuale, l'amore per la musica rock ed il cinema; la possibilità di vivere una vita senza regole né limiti, per dirla alla Vasco Rossi "spericolata": fumo, alcol, sesso e droga. Ragazze combattute tra la morale bigotta provinciale e il desiderio di abbandonarsi a squallide avventure. La lettera mai spedita di Carlo del capitolo 13 equivale ad una dolorosa riflessione finale; si tratta di una sorta di catarsi per mettere ordine nei suoi pensieri. La sofferenza lo modella, smussa le asperità caratteriali e scompaiono in parte gli atteggiamenti arroganti che tanto hanno fatto soffrire colei che invano ripeteva "dammi del tempo"." (LINA LOMBARDO)

lunedì 9 marzo 2015

CARLO PIRAS METAFORA DI UNA GENERAZIONE? LA RECENSIONE DI "PICKLINE"

Segnalo (con un po' di ritardo, dato che è apparsa il 16 febbraio) una nuova recensione, stavolta a opera di Milena Privitera, sul portale di informazione "Pickline", diretto da Valerio Morabito.
Cito la parte più interessante dell'articolo, che potete leggere integralmente qui.
"Carlo di fatto è metafora della sua generazione, della generazione dei ventenni di fine millennio, aspiranti filosofi, ragazzi complicati, rockettari per hobby, attori teatrali dilettanti, cinefili impegnati in cortometraggi pretenziosi, attivisti di Rifondazione Comunista. 
Le loro sofferenze diventano più leggere grazie ai video di MTV, gli intramontabili CCCP – Fedeli alla linea, la militanza politica, Moretti, le vacanze a Ibiza, l’ascolto a tutto volume dei Verve. Ragazzi e ragazze che s’incontrano in gruppi di studio malassortiti e in luoghi cult di Catania come la “Fera ‘o luni” o il Monastero dei Benedettini. E Sofia come dice bene la quarta di copertina di questo romanzo-diario è “l’ennesimo, gradito giocattolo da distruggere. Per poi rimanere ancora una volta da solo e capire, finalmente, che no, non era bello così, non mi piaceva, vivere così. Che così dettava il bisogno derivato dall’abitudine, dalla consuetudine, di essere solo ma… non era bello, proprio no. Ho bisogno di lei, dello specchio che mi pone davanti per farmi notare la mia bellezza ma anche e soprattutto le cicatrici derivate dai miei errori”. 
In “Tutto quell’amore disperso”, Carlo/Luca ci racconta in prima persona del suo primo amore, di cosa significhi essere figlio unico, della fatica dello studio della “sophia” universitaria (filosofia), dell’amore per la musica soprattutto e per il cinema in un lungo memoire che ci spiega in maniera semplice come sia difficile crescere, maturare, trovare la propria strada. Come il mio alter-ego Carlo Piras, – dice l’autore- “fu proprio all’Università di Catania, sul finire degli anni ’90, che feci il mio primo tentativo di produrre un film, mai portato a termine: la sceneggiatura di quel film interrotto è riprodotta quasi fedelmente, in un vertiginoso gioco di specchi tra le mie vicende, quelle di Carlo Piras e la loro trasposizione artistica”. L’ultimo romanzo di Luca Raimondi è giocato tutto sulla memoria intesa come racconto del passato, un passato importante, vitale, un passato che ci ricorda ironicamente come saremmo potuti essere, diventare se e ma … Luca Raimondi, comunque, heideggeriano convinto ritiene che “il presente viene sempre dopo l’avvenire e che l’avvenire è l’origine della storia” per cui il passato, come i brani musicali che lo scandiscono, fa parte del nostro futuro della nostra Weltanschauung globale."