Pierluigi Porazzi a proposito de "Il senso dell'ora felice"

"Un romanzo che supera le definizioni di genere, collocandosi nella letteratura tout court."

Giuseppe Culicchia a proposito di "Cerniera lampo"

"Un romanzo che fa sorridere e riflettere"

Gianluca Morozzi a proposito di "Tutto quell'amore disperso"

"Un perfetto, equilibrato mix di musica di classe e donne complicate"

Renato Minore a proposito di "Se avessi previsto tutto questo"

"Una storia di forte identificazione in cui c’è sempre una partenza da affrontare, uno sradicamento nuovo che è ormai la condizione coscenziale di un’intera generazione."

mercoledì 22 aprile 2015

IL 21 APRILE OSPITE DEL "GOLD ELEPHANT WORLD" FILM FESTIVAL DI CATANIA

In quel di Catania, martedi 21 aprile, ho introdotto il film in concorso "Ida" di Paweł Pawlikowski (già vincitore del premio Oscar come miglior film non in lingua inglese) in apertura della sesta giornata del Gold Elephant World - International Film & Musical Festival. Grazie a Cateno Piazza per avermi fortemente voluto come ospite della sua prestigiosa manifestazione, giunta alla quarta edizione. 
La mia scelta di introdurre quel film è stata dettata dalla mia familiarità con i luoghi in cui è girato: mia moglie è originaria infatti di Łódź, e da anni mi reco periodicamente in quel "voivodato". Il film, pur ambientato nel 1962, restituisce molto bene le atmosfere di quei luoghi, dove è facile trovare zone urbane e rurali "di altri tempi".
Una sorpresa e un piacere trovare dietro la quinte anche il produttore, il regista e l'attore del film "Bolgia totale", con cui mi sono piacevolmente attardato. L'attore era il cèco (ma da anni di casa in Francia e in Italia) Ivan Franek, indimenticabile protagonista di "Brucio nel vento" di Silvio Soldini, ma i più ricorderanno più che altro il suo piccolo ruolo ne "La grande bellezza".

lunedì 13 aprile 2015

L'INCONTRO DEL 10 APRILE ALLA "CASA DEL LIBRO": IL RESOCONTO DI ANNA DI CARLO SU NUOVOSUD.IT

Molto piacevole l'incontro del 10 aprile presso La Casa Del Libro tra il sottoscritto, lo scrittore-filosofo Gianfranco Damico e la psicologa Marcella Cifali; non potrei resocontare l'evento meglio di quanto abbia fatto Anna Di Carlo per conto della rivista on line Nuovosud.it: 

"Raccontare di sé, della propria vita, dei propri ricordi è un atto liberatorio, catartico, terapeutico. Non a caso Luca Raimondi (nella foto) scrittore dalla personalità versatile, capace di conciliare l’ amore per la narrativa con l’ attività di pedagogista, affida la presentazione del suo ultimo romanzo Tutto quell’amore disperso, nella storica libreria siracusana Mascali, alla psicologa Marcella Cifali e allo scrittore Gianfranco Damico, life- coach e pragmatico filosofo del pensiero positivo, Come in una seduta terapeutica, la lettura semiseria e dissacrante di Damico e quella scientifica della Cifali, con arte maieutica, mettono a nudo l’ inquietudine esistenziale di Carlo Piras, il giovane studente universitario protagonista del Bildungsroman di Raimondi. Sullo sfondo di una Catania di fine millennio, attraversata da un attivismo febbrile e fagocitante, Carlo, novello Leopardi, insofferente nei confronti della cultura accademica e della vita mondana della città, è incapace di entrare in relazione con gli altri, paralizzato in una condizione di estraneità al mondo. A sottolineare le scaturigini della solitudine dell’io narrante è la dottoressa Cifali, che insiste sul leitmotiv del romanzo, il complesso del figlio unico: “Tutti quei giocattoli. Tutti quei giocattoli solo per me. Com’ero contento. Com’ero solo. Giocavo da solo. Ero contento da solo. Ero contento così. Ero triste così”. L’egocentrismo di Carlo è attestato dal prevalere del monologo interiore, dall’uso di un linguaggio cerebrale e dall’insistente ricorso a interrogativi che rimangono senza risposta. La stessa Sofia, oggetto di un amore sfumato in un sogno adolescenziale, vagheggiato fino all’ossessione e infine cristallizzato in un tenero rimpianto, non campeggia nella narrazione come protagonista: non le vicende esteriori dell’amore, bensì le ripercussioni di quelle nella vita intima del protagonista costituiscono la materia affettiva del racconto. La ricerca di senso e di identità è un percorso aggrovigliato, labirintico, doloroso. Ma è attraverso il dolore inevitabile della crescita che il disadattato Carlo, come il giovane James, protagonista del poetico Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron, supera la linea d’ombra che gli consente di diventare un adulto. Il romanzo è dichiaratamente autobiografico (per quanto la letteratura trasfiguri la vita sostituendosi sovente ad essa): “Ritornare con la mente su sentimenti vissuti tempo addietro, afferma Raimondi, ci fa capire il motivo di scelte che forse oggi non faremmo più. Andare alla scoperta di pezzi lontani, dimenticati della propria storia, significa conoscerci di più; cercare di comprendere strutture che ci sembravano senza forma, senza equilibrio, o senza coerenza; dare risposte a vecchie domande. Per questo, l’autobiografia è una forma di auto-formazione permanente”.
La solitudine di Carlo non è però individuale: vi si riconosce in essa un’intera generazione di giovani, eredi dell’impegno politico e civile degli anarcoidi padri sessantottini, affetti da quel che Massimo Recalcati definisce il complesso di Telemaco. Alla musica psichedelica, allucinata, ribelle della contestazione del ’68 si sostituisce quella degli anni ’90, colonna sonora dell’adolescenza di Carlo. Cosa rimane di tutto l’amore disperso? A fornire una spiegazione dei rimpianti che affiorano nelle parole dello scrittore interviene Damico “Il rimpianto è la presa di coscienza della nostra più profonda umanità e la liberazione dalla prigionia di quella fisiologica tendenza a cristallizzarci una soffocante rete di schemi fissi che alimentano la nostra sofferenza”. A chi dubitasse della necessità di assecondare l’urgenza impellente del nostro tempo di comunicare, di esplorare e di esplorarsi, di dare sfogo alla tristezza e una forma alla vita attraverso la scrittura, parafrasando lo scrittore Javier Marias, ricordiamo che esiste un’enorme zona d’ombra, in cui solo la letteratura è in grado di penetrare, non per illuminarla o rischiararla, ma per percepirne l’immensità e la complessità. La letteratura ci consente di comprendere un po’ meglio noi stessi e il mondo, che finiscono comunque per coincidere. E forse per questo ogni vita è degna di un romanzo."
ANNA DI CARLO


venerdì 27 marzo 2015

"IN PRINCIPIO SONO LE CAREZZE": IL 10 APRILE INCONTRO ALLA "CASA DEL LIBRO"

Il 10 aprile presso La Casa Del Libro converserò con lo scrittore Gianfranco Damico e con la psicologa Marcella Cifali; il mio tormentato alter-ego Carlo Piras sarà sottoposto a un'attenta analisi psico-relazionale!
Gianfranco è autore di tre libri, i primi due ("Piantala di essere te stesso" e "Il codice segreto delle relazioni") pubblicati con successo nella collana "Urra" di Feltrinelli, l'ultimo, "Logos evolution", da Melino Nerella. Libri di difficile definizione e catalogazione, a cavallo tra biologia, neuroscienza, psicologia e comunicazione...ma, è questo è il bello, nessuna pesantezza, nessuna zavorra intellettualistica e tanta, tanta, vita vissuta. Sono saggi anche molto divertenti e profondi, scritti benissimo. Ammiro tantissimo Gianfranco e sono onorato di averlo come "sparring partner" per quest'incontro.  Sono sicuro che, coadiuvati anche da una psicologa professionista come Marcella, riusciremo ad illuminare i tanti anfratti oscuri della complicata e tragicomica vita sentimentale di un figlio unico.


giovedì 26 marzo 2015

"SCRITTORI E SCRITTURE" AL BIBLIOS: LE FOTO

"Scrittori e scritture": orfani di Angelo Orlando Meloni e Taniele Zido (problemi familiari per il primo, aeroportuali per il secondo), io e Alberto Minnella il 1° marzo abbiamo risposto alle domande del critico Lorenzo Perrona e del pubblico presso il Biblios Cafè di Paola Tusa e Paolo Mastrangelo riguardo le nostre esperienze letterarie ed editoriali. Una bella serata, peccato non aver potuto schierare l'intera formazione.







mercoledì 18 marzo 2015

UNA RECENSIONE DI LINA LOMBARDO

Fa davvero piacere ricevere ogni tanto recensioni spontanee da stimati lettori. Lina Lombardo, autrice del bel romanzo "Il lato oscuro della luna", ne ha scritta una su Ibs.it. Dal 1988 fino al 2012, è stata esperta linguistica di Spagnolo presso la Facoltà di Lettere e di Lingue dell’Università di Catania. È scrittrice di racconti brevi e di poesie con i quali ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Pubblico la sua opinione sul mio blog con vero piacere, perché è pur sempre una bella soddisfazione avere lettori attenti e competenti come lei.
"Il romanzo di Luca Raimondi "Tutto quell'amore disperso" è la storia di un mancato incontro tra il protagonista Carlo Piras e una giovane studentessa: Sofia. 
Il personaggio maschile che rappresenta l'alter ego dell'autore descrive il malessere che lo attanaglia negli anni forse più difficili di un essere umano: l'ingresso nell'universo degli adulti e nello specifico il disorientamento che colpisce l'adolescente che da una piccola cittadina di provincia come Siracusa si trasferisce a Catania per studiare all'Università lasciandosi dietro la classica "campana di vetro" costruita dalla famiglia. Lo scrittore si serve di un linguaggio insolente e trasgressivo, con termini volutamente osceni, per esprimere la rabbia, la stizza di chi teme che i propri ideali possano fallire. Sul romanzo aleggia l'influenza dei "giovani arrabbiati" inglesi della metà del secolo scorso e della Beat Generation americana che rivendicano la libertà sessuale, l'amore per la musica rock ed il cinema; la possibilità di vivere una vita senza regole né limiti, per dirla alla Vasco Rossi "spericolata": fumo, alcol, sesso e droga. Ragazze combattute tra la morale bigotta provinciale e il desiderio di abbandonarsi a squallide avventure. La lettera mai spedita di Carlo del capitolo 13 equivale ad una dolorosa riflessione finale; si tratta di una sorta di catarsi per mettere ordine nei suoi pensieri. La sofferenza lo modella, smussa le asperità caratteriali e scompaiono in parte gli atteggiamenti arroganti che tanto hanno fatto soffrire colei che invano ripeteva "dammi del tempo"." (LINA LOMBARDO)

lunedì 9 marzo 2015

CARLO PIRAS METAFORA DI UNA GENERAZIONE? LA RECENSIONE DI "PICKLINE"

Segnalo (con un po' di ritardo, dato che è apparsa il 16 febbraio) una nuova recensione, stavolta a opera di Milena Privitera, sul portale di informazione "Pickline", diretto da Valerio Morabito.
Cito la parte più interessante dell'articolo, che potete leggere integralmente qui.
"Carlo di fatto è metafora della sua generazione, della generazione dei ventenni di fine millennio, aspiranti filosofi, ragazzi complicati, rockettari per hobby, attori teatrali dilettanti, cinefili impegnati in cortometraggi pretenziosi, attivisti di Rifondazione Comunista. 
Le loro sofferenze diventano più leggere grazie ai video di MTV, gli intramontabili CCCP – Fedeli alla linea, la militanza politica, Moretti, le vacanze a Ibiza, l’ascolto a tutto volume dei Verve. Ragazzi e ragazze che s’incontrano in gruppi di studio malassortiti e in luoghi cult di Catania come la “Fera ‘o luni” o il Monastero dei Benedettini. E Sofia come dice bene la quarta di copertina di questo romanzo-diario è “l’ennesimo, gradito giocattolo da distruggere. Per poi rimanere ancora una volta da solo e capire, finalmente, che no, non era bello così, non mi piaceva, vivere così. Che così dettava il bisogno derivato dall’abitudine, dalla consuetudine, di essere solo ma… non era bello, proprio no. Ho bisogno di lei, dello specchio che mi pone davanti per farmi notare la mia bellezza ma anche e soprattutto le cicatrici derivate dai miei errori”. 
In “Tutto quell’amore disperso”, Carlo/Luca ci racconta in prima persona del suo primo amore, di cosa significhi essere figlio unico, della fatica dello studio della “sophia” universitaria (filosofia), dell’amore per la musica soprattutto e per il cinema in un lungo memoire che ci spiega in maniera semplice come sia difficile crescere, maturare, trovare la propria strada. Come il mio alter-ego Carlo Piras, – dice l’autore- “fu proprio all’Università di Catania, sul finire degli anni ’90, che feci il mio primo tentativo di produrre un film, mai portato a termine: la sceneggiatura di quel film interrotto è riprodotta quasi fedelmente, in un vertiginoso gioco di specchi tra le mie vicende, quelle di Carlo Piras e la loro trasposizione artistica”. L’ultimo romanzo di Luca Raimondi è giocato tutto sulla memoria intesa come racconto del passato, un passato importante, vitale, un passato che ci ricorda ironicamente come saremmo potuti essere, diventare se e ma … Luca Raimondi, comunque, heideggeriano convinto ritiene che “il presente viene sempre dopo l’avvenire e che l’avvenire è l’origine della storia” per cui il passato, come i brani musicali che lo scandiscono, fa parte del nostro futuro della nostra Weltanschauung globale."

venerdì 13 febbraio 2015

IL 18 FEBBRAIO "TUTTO QUELL'AMORE DISPERSO" ALLA LIBRERIA MONDADORI DI CATANIA

Mercoledi 18 febbraio alle ore 18,30, presenterò “Tutto quell’amore disperso” a Catania, presso la libreria Mondadori (ex cinema Diana), in via Umberto 13. A conversare con me, questa volta, due amici: l’avvocato-scrittore Salvo Cavallaro (con cui ho spesso condiviso la scena nelle varie iniziative denominate “La Sicilia che scrive”), la cui ultima raccolta di racconti s'intitola “Date da mangiare ai pesci” (Carthago), e il regista, produttore e sceneggiatore Alessandro Marinaro. Quest’ultimo, dopo tanti cortometraggi, documentari e videoclip, ha recentemente scritto e prodotto il film “Mauro c’ha da fare” diretto da Alessandro Di Robilant e si è anche tolto la soddisfazione di vincere il primo premio all'"Italian Contemporary Film Festival" di Toronto con il suo ultimo mediometraggio, “Buongiorno sig. Bellavista”. Nel 2013 un suo racconto ha vinto il premio "Racconti nelle rete" ed è stato incluso nell'omonima antologia pubblicata da Nottetempo. Con lui potrò certamente rievocare le mie esperienze nell’ambito video-cinematografico, confluite in un paio di capitoli di quest’ultimo romanzo. Come il mio alter-ego Carlo Piras, fu proprio all’Università di Catania, sul finire degli anni ’90, che feci il mio primo tentativo di produrre un film, mai portato a termine: la sceneggiatura di quel film interrotto è riprodotta quasi fedelmente, in un vertiginoso gioco di specchi tra le mie vicende, quelle di Carlo Piras e la loro trasposizione artistica. Dal materiale girato trassi uno dei primi corti, dal titolo “Anche gli insetti sognano”, proiettato in diverse occasioni pubbliche ma ora come ora seppellito nei miei cassetti (e non ho al momento grande voglia di tirarlo fuori, onestamente).

domenica 8 febbraio 2015

PRESENTAZIONE DEL LIBRO OGGI A SORTINO

Una nuova presentazione di “Tutto quell’amore disperso” si terrà oggi 8 febbraio a Sortino alle 19,30, presso la sala “I libri di Morfeo”, sede dell’omonima associazione culturale, in piazza Cappuccini 2. A conversare con il sottoscritto saranno lo scrittore e counsellor Matteo Pugliares (clicca qui per saperne di più) e lo psicopedagogista Nuccio Giaccotto

martedì 3 febbraio 2015

LA RASSEGNA STAMPA DI "TUTTO QUELL'AMORE DISPERSO"

"Mi sono sempre piaciuti, mi piacciono, sempre mi piaceranno i romanzi che mescolano in modo sapiente donne indimenticabili e citazioni musicali.
In questo romanzo, ad esempio, il protagonista trova qualcosa di un personaggio femminile in un disco dei CCCP dal romantico titolo Epica Etica Etnica Pathos. Mi sembra già parecchio significativo, come accostamento.
E poi, in questo romanzo, c’è una ragazza che vuole riuscire a sedurre ogni forma di vita organica, ragazzi, ragazze, cani, gatti. Una che non si accontenta di sentirsi dire “ti amo”, no: vuole che quelle due parole vengano accompagnate dalla rinuncia contemporanea a un’altra ragazza.
Un perfetto, equilibrato mix di musica di classe e donne complicate.
La migliore combinazione del mondo, dopo vodka e martini."
Gianluca Morozzi, dalla prefazione al volume

"Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?" 
Marina Bisogno, "Satisfiction"
http://www.satisfiction.me/tutto-quellamore-disperso/

"Tutto quell’amore disperso” è l’ultimo libro di Luca Raimondi. Un giovane scrittore che si cimenta con passione nella materia letteraria. Che si sporca le mani. Potrei dire che “Tutto quell’amore disperso” è un libro perfetto, ma non lo dirò. Io credo che Luca possa fare ancora molto. Il che non significa che questo libro non è bello o non è ben scritto. Anzi. La mia antipatia nei confronti di Carlo ne è la riprova. Ha creato un personaggio credibile, se avesse creato una macchietta non ce l’avrei così tanto con lui (Carlo). Eppure sento che sotto il motore ci sono cavalli in più che Luca non ha ancora sfruttato. Io vi dico: leggete “Tutto quell’amore disperso” e ditemi cosa ne pensate. Vi dico: fate un tuffo nel passato e ritornate agli anni in cui tutto sembrava di vitale importanza. Luca vi sta portando lì.
Gianluigi Bodi, "Senzaudio"
http://senzaudio.it/tutto-quellamore-disperso-luca-raimondi/

Cosa te ne fai di tutto quell’amore disperso? È la domanda che sembra farsi il protagonista del nuovo romanzo di Luca Raimondi. Carlo Piras l’avevamo incontrato anche in Se avessi previsto tutto questo, il rappresentante di una generazione cresciuta con la musica dei Verve, quella degli anni Novanta. Le turbe però sono sempre le stesse e Raimondi le descrive molto bene attraverso le parole del suo protagonista. Nessun filtro a parole e pensieri. Carlo non conosce ancora bene la differenza tra sesso e amore. Se c’è. Poi ci sono Sophia e Nathalie, che sembrano tanto il diavolo e l’acqua santa. Due tentazioni per l’indeciso Carlo, che rappresenta perfettamente il turbamento di un (quasi) uomo in un periodo storico in cui la sfacciataggine femminile sta iniziando a farsi vedere e le donne iniziano a comportarsi proprio come gli uomini. Difficile non identificarsi in Carlo, Edoardo, Sophie o Natalie. E la reazione del lettore, quello che negli anni Novanta ci ha sguazzato, non può essere che un sorriso: a volte amaro, a volte bonario, ma sicuramente pieno di vecchi ricordi. Un sorriso che sembra dire: “I Verve, bella storia”. 
Serena Calabrò, "Mangialibri"
http://www.mangialibri.com/node/16504

"Dopo “Se avessi previsto tutto questo“, ritorna a parlarci di Carlo Piras, giovane universitario alle prese con il teatro della vita e con la sua crescita. 
I suoi amici? Forse ci sono, forse li ha persi. Forse non li ha mai avuti. Sapete, non tutti sono in grado di affrontare i problemi; alcuni se li lasciano scivolare addosso, altri li interiorizzano e ci rimuginano per settimane. Carlo lo sa bene… 
Non tutti sono bravi attori, molti ci provano, fingono, ma il palcoscenico della quotidianità non permette loro di realizzare nulla. Appartenere ad un partito, schierarsi, essere precari o avere un posto fisso non serve a nulla, quando si è soli. Quando ci si riflette. Quando si ha paura di amare. Forse si può recuperare? Forse ascoltando un brano musicale ci si illude di essere più vicini alla donna appena lasciata…Sofia…Forse basterebbe una lettera per dimostrarle di essere cambiati e maturati; oppure si ha solamente bisogno di concretizzare i propri pensieri su carta, in una sorta di auto-aiuto. 
Dopo un inizio un tantino incerto, per il genere che solitamente leggo, mi sono ritrovata commossa. Seduta sulla spiaggia accanto a Carlo e Sofia, in grado si comprendere i loro reciproci sentimenti. Tutto quell’amore disperso. Un viaggio introspettivo, tenero e forte allo stesso tempo, nel quale tutti ci possiamo immedesimare. Un percorso che è anche biografico, se pur modificato e rivisto. 
Com’è faticoso avere amici, concedersi agli altri, fidarsi, farli entrare nella nostra vita. Com’è difficile amare, ammettere i propri errori, crescere e trovare la strada migliore. 
La musica può lenire le ferite, a volte. Può fare da colonna portante attorno alle parole dell’autore. 
Grazie a Luca Raimondi per aver condiviso questi pensieri con noi. 
Lo consiglio. Buona lettura."

"Luca Raimondi apre il suo cuore e con "Tutto quell’amore disperso" ci dona una storia semplice ma non scontata. Chi ha detto che le cose semplici non possono prendere una piega imprevista? Si chiama vita… Un amore complicato, una società che muta pelle come un serpente, senza preavviso, un repentino contropiede del cuore che, purtroppo, può portarci alla più sonora delle sconfitte. 
Una storia che è un po’ diario, un po’ sfogo e un po’… qualcosa che vi colpirà, ve lo garantisco. Un libro da leggere sottovoce, senza pregiudizi o richieste, un amico che vi parlerà senza bisogno di avere nulla in cambio, soltanto un po’ della vostra attenzione. 
E un sorriso si dipingerà sul vostro volto…"

"Il romanzo suscita freschezza di idee, originalità. È la storia di Carlo Piras, studente disturbato da un senso di inadeguatezza esistenziale. Che si manifesta nelle relazioni interpersonali. Con le donne non la spunta, con gli uomini nemmeno. Una storia d’amore travagliata. Sbrindellata, difficile da ricomporre. Certamente una storia di universitari, aspiranti filosofi, alle prese con le incertezze del proprio avvenire."
Alessandro Mascia, "Webmarte"
http://www.webmarte.tv/news/25124/tutto-quellamore-disperso-del-figlio-unico


Carlo discute spesso con Sofia, in un dialogo che si trasforma in scontro fra una sinistra caparbia e vagamente marxista, e il suo qualunquismo: «la mia è davvero una generazione-Playstation» (p. 145). Discussioni che partono da pretesti ma che in realtà riflettono due personalità opposte trovatesi in una inaspettata attrazione reciproca, in una coppia mal assortita eppure in qualche modo vincente. Un amore troppo giovane, troppo inesperto. E chi non l’ha vissuto? Qualsiasi donna legga questo libro non può che trovarsi risolutamente dalla parte di Sofia, del suo vedere il mondo in bianco e nero, del suo amare così genuino, e delle lettere che scrive a Carlo; sono lettere vere, non possono che esserlo, piene di sentimento e tormenti esistenziali che tutti noi abbiamo provato. E poi perché, in questo romanzo, il vero personaggio è lei: anche se manca fisicamente in molte pagine, è lei che permea tutta la storia e che fa “crescere” – forse una volta per tutte – Carlo.
Francesca Delli Carri, "Excursus"
http://www.excursus.org/letteratura/alla-disperata-ricerca-di-se-stessi-e-di-un-amore-impossibile

Luca Raimondi mette in scena conflitti e psicomanie universali, come la condizione dei figli unici che non crescono mai. Colti dalla sindrome di Peter Pan, giocano tutta la vita ma a differenza di Peter Pan, senz’allegria ma in perfetta e malinconica solitudine. Sofia, la ragazza da cui Carlo si separa per tentare relazioni più facili con Monica, Natalie, altro non è che il riflesso del suo egocentrismo, del suo bisogno di uno specchio che possa mostrargli i graffi sul suo corpo. Con questo ritorno all’origine dei suoi problemi e alla sua natura, il protagonista ritrova la percezione del suo essere “un animale in crescita”, sublimando l’angoscia di una storia ancora tutta da scrivere nella domanda: “Che ne abbiamo fatto del nostro avvenire?”
Maria Cristina Ruggieri, "Parole a colori"
http://paroleacolori.com/tutto-quellamore-disperso-luca-raimondi/

venerdì 30 gennaio 2015

I PROSSIMI INCONTRI PER CONOSCERE CARLO PIRAS

Mentre già pregusto un paio di sorprendenti e gustosi appuntamenti "live" previsti tra maggio e giugno, ecco intanto quelli relativi al mese di febbraio: l'8 febbraio sarò a Sortino per conversare di "Tutto quell'amore disperso" in compagnia del mio editor Matteo Pugliares e dello psico-pedagogista Nuccio Giaccotto presso la sala "I libri di Morfeo" in Piazza Cappuccini 2. 
Il 18 febbraio rieccomi invece in quel di Catania, scenario prediletto delle avventure di Carlo Piras: alle 18,30 converserò con l'avvocato-scrittore Salvo Cavallaro e con il regista e sceneggiatore Alessandro Marinaro

giovedì 29 gennaio 2015

RECENSIONE DI MARINA BISOGNO SU "SATISFICTION"

"Satisfiction"  è una delle più importanti riviste letterarie italiane. Ideata da Gian Paolo Serino (fino al 2011 con Vasco Rossi nell'insolita veste di editore) e attualmente diretta da Paolo Melissi, da anni propone inediti di grandi scrittori classici e contemporanei, oltre a centinaia di recensioni, sempre aggiornate, e decine di rubriche tenute dalle maggiori firme del panorama critico e narrativo italiano. Una di queste firme, Marina Bisogno, si è ultimamente occupata del mio libro su "Satisfiction". Marina aveva già recensito Carlo Piras e "Se avessi previsto tutto questo" sul "Corriere nazionale", ma sembra aver apprezzato in maniera molto più decisa "Tutto quell'amore disperso": "Luca Raimondi va alla scoperta di una generazione all’alba della crisi. L’atteggiamento numero uno è l’ironia, non senza una certa fede nel domani. Questo romanzo è uno spasso: intrattiene, diverte e solleva un sacco di domande: chi siamo? cosa ne è stato di quel che volevamo essere?" 
La recensione integrale la trovate qui: http://www.satisfiction.me/tutto-quellamore-disperso/