Pierluigi Porazzi a proposito de "Il senso dell'ora felice"

"Un romanzo che supera le definizioni di genere, collocandosi nella letteratura tout court."

Giuseppe Culicchia a proposito di "Cerniera lampo"

"Un romanzo che fa sorridere e riflettere"

Gianluca Morozzi a proposito di "Tutto quell'amore disperso"

"Un perfetto, equilibrato mix di musica di classe e donne complicate"

Renato Minore a proposito di "Se avessi previsto tutto questo"

"Una storia di forte identificazione in cui c’è sempre una partenza da affrontare, uno sradicamento nuovo che è ormai la condizione coscenziale di un’intera generazione."

domenica 30 novembre 2014

IL 4 DICEMBRE "GLAM CITY" DI TRISCHITTA AL BIBLIOS CAFE'

Il 4 dicembre alle ore 18, presso il Biblios Cafè di Paola Tusa e Paolo Mastrangelo, avrò il piacere di presentare, spalleggiato dal critico Lorenzo Perrona il nuovo romanzo dello scrittore catanese Domenico Trischitta dal titolo "Glam City" (Avagliano editore).
Trischitta è, oltre che fine narratore, un abile drammaturgo e giornalista che ha collaborato con la terza pagina del quotidiano «Il Tempo» e con  «La Repubblica» di Palermo. Si occupa di cultura e spettacolo per «la Sicilia». Ha pubblicato il romanzo Una raggiante Catania (2008) e la raccolta di racconti 1999, con prefazione di Giuseppe Manfridi e postfazione di Manlio Sgalambro (2013).
"Glam City" è la storia di Gerry Garozzo, un ragazzo diverso della Catania anni ’70 che sogna di entrare nel mondo dello spettacolo, di fare il trasformista. Ma Catania gli sta stretta. Per il suo ventunesimo compleanno vola a Londra e lì incrocerà l’astro nascente del Glam Rock, Marc Bolan. Nella torrida Catania, la sua glam city, assieme ad altri variopinti amici tenterà una rivoluzione di costume, fatta di travestitismo e trasgressione. Ma Catania non è Londra e lui non è Bolan, e il suo progetto discografico fallirà assieme alla sua disperata voglia di affermazione personale. Da Catania a Milano, andata e ritorno, da promessa della canzone a travestito dei viali milanesi. Arriviamo agli anni ’90, siamo di nuovo a Catania, che nel frattempo non è più la glam city dei ’70. Cosa è cambiato? Quale città adesso Gerry Garozzo si troverà di fronte? E cosa ne è stato della sua rivoluzione? Le aspirazioni di un ragazzo in un romanzo di formazione graffiante e commovente.

venerdì 21 novembre 2014

"TUTTO QUELL'AMORE DISPERSO" DISPONIBILE ANCHE PRESSO "LA CASA DEL LIBRO MASCALI"!

"Tutto quell'amore disperso" è ora disponibile anche presso la storica libreria di via delle Maestranze a Siracusa "La casa del libro", meglio conosciuta con il nome del suo fondatore, Rosario Mascali e attualmente gestita con passione e dedizione da Marilia Di Giovanni. Nella foto accanto, ecco il libro esposto in vetrina.

lunedì 17 novembre 2014

IL MIO ROMANZO AL BIBLIOS CAFÈ DI SIRACUSA

La prima libreria della mia città, Siracusa, ad aver ordinato e ottenuto il mio libro "Tutto quell'amore disperso" è il Biblios Cafè di via del Consiglio Reginale 11, nel centro storico di Ortigia. Elegante e confortevole sala da thè e caffetteria, il locale è stato rilevato da Paola Tusa e Paolo Mastrangelo e punta decisamente sulla piccola e media editoria di qualità.
Tante le iniziativa e le presentazioni in programma: dopo quelli di Tino Vittorio e Vincenzo Maimone, il prossimo libro ad essere presentato, proprio dal sottoscritto, sarà "Glam City" di Domenico Trischitta (Avagliano Editore), che ha più di un punto in comune con le mie ultime opere, dall'ipercitazionismo musicale all'appartenenza al genere del "romanzo di formazione".  
Il 19 dicembre toccherà invece a me: sarà infatti "Tutto quell'amore disperso" ad essere proposto al pubblico.
Da segnalare anche l'evento che si svolgerà a breve, cioè giovedi 20 novembre alle 18,30: un "reading" per omaggiare Julio Cortàzar, scrittore, poeta, critico letterario, saggista e drammaturgo argentino naturalizzato francese, nato esattamente cent'anni fa e deceduto nel 1984. 

domenica 16 novembre 2014

LA SECONDA PARTE DELLA RECENSIONE DI FEDERICA BELLERI

Ecco la seconda parte della recensione di Federica Belleri su "Strada leggendo", la rubrica letteraria da lei curata all'interno del blog del Commissario Cardona;

Ho ripreso e terminato la lettura di "Tutto quell’amore disperso", di Luca Raimondi. 
Dopo “Se avessi previsto tutto questo“, ritorna a parlarci di Carlo Piras, giovane universitario alle prese con il teatro della vita e con la sua crescita. 
I suoi amici? Forse ci sono, forse li ha persi. Forse non li ha mai avuti. Sapete, non tutti sono in grado di affrontare i problemi; alcuni se li lasciano scivolare addosso, altri li interiorizzano e ci rimuginano per settimane. Carlo lo sa bene… 
Non tutti sono bravi attori, molti ci provano, fingono, ma il palcoscenico della quotidianità non permette loro di realizzare nulla. Appartenere ad un partito, schierarsi, essere precari o avere un posto fisso non serve a nulla, quando si è soli. Quando ci si riflette. Quando si ha paura di amare. Forse si può recuperare? Forse ascoltando un brano musicale ci si illude di essere più vicini alla donna appena lasciata…Sofia…Forse basterebbe una lettera per dimostrarle di essere cambiati e maturati; oppure si ha solamente bisogno di concretizzare i propri pensieri su carta, in una sorta di auto-aiuto. 
Dopo un inizio un tantino incerto, per il genere che solitamente leggo, mi sono ritrovata commossa. Seduta sulla spiaggia accanto a Carlo e Sofia, in grado si comprendere i loro reciproci sentimenti. Tutto quell’amore disperso. Un viaggio introspettivo, tenero e forte allo stesso tempo, nel quale tutti ci possiamo immedesimare. Un percorso che è anche biografico, se pur modificato e rivisto. 
Com’è faticoso avere amici, concedersi agli altri, fidarsi, farli entrare nella nostra vita. Com’è difficile amare, ammettere i propri errori, crescere e trovare la strada migliore. 
La musica può lenire le ferite, a volte. Può fare da colonna portante attorno alle parole dell’autore. 
Grazie a Luca Raimondi per aver condiviso questi pensieri con noi. 
Lo consiglio. Buona lettura.

Grazie a te, Federica!
Il link originale della recensione: 
http://cardona.patriziopacioni.com/2014/11/15/strada-leggendo-tutto-quellamore-disperso-luca-raimondi-2/

venerdì 14 novembre 2014

ANTEPRIME DEL LIBRO E LA PREFAZIONE DI MOROZZI SU "LETTERATITUDINE" E SU "EXCURSUS"

Attenzione, attenzione! 
Un ampio estratto di "TUTTO QUELL'AMORE DISPERSO" è stato pubblicato IN ESCLUSIVA su Letteratitudine, uno dei più influenti blog letterari, creato e curato da Massimo Maugeri! C'è anche la prefazione di Gianluca Morozzi
Il brano è stato estrapolato dal capitolo 12, dal titolo "Voglio ciò che mi spetta", frase della canzone "Forma e sostanza" pubblicata nel 1997 dai C.S.I. (Consorzio Suonatori Indipendenti). Lo potete leggere al seguente link: 
Un altro breve estratto e la prefazione di Morozzi sono stati pubblicati anche sulla rivista di attualità e cultura Excursus.org diretta da Luigi Grisolia
Ecco il link anche a questa pagina: 

UNA RECENSIONE DI FEDERICA BELLERI SU "STRADA LEGGENDO"

Nella rubrica "Strada leggendo" pubblicata sul blog del Commissario Cardona curato da Patrizio Pacioni, è apparsa la prima, vera, recensione al mio ultimo romanzo "TUTTO QUELL'AMORE DISPERSO",  a firma di Federica Belleri (nella foto a fianco). La recensione è divisa in due parti, ecco intanto il testo della prima:

L’autore ci porta nel mondo degli universitari. Siamo in Sicilia, tra Siracusa e Catania.  Un gruppo di amici alle prese con discussioni filosofiche che spesso, non sono in grado di sostenere.  Altrettanto spesso parlano del nulla, giocano con gli sguardi, ammiccano e se ne vanno, ognuno per la propria strada; fra loro pochi sono i segreti ed è facile lo sfottò, doloroso ma inevitabile.  
E l’amore? Questo concetto così oscuro?
Non sanno esattamente come interpretarlo e lo confondono con l’attrazione fisica e con il sesso. Sono superficiali e facili ad infatuarsi. Sono insoddisfatti e insicuri quando vengono delusi.  Si arrabbiano facilmente e sono capaci di provare una rabbia cieca davanti alla gelosia. Vedono il sesso come atto fisico liberatorio e non come prova d’amore. Sono immaturi, fantasiosi, ma mancano di concretezza e di costanza.
Luca Raimondi scrive bene, utilizzando un linguaggio chiaro e attuale.
Ogni capitolo è accompagnato da un brano musicale, già nel titolo.  Ottima idea.
Tanto materiale volto alla ricerca di noi stessi, a quell’età.  

Il link all'articolo originale: 

venerdì 7 novembre 2014

martedì 21 ottobre 2014

PRESENTATO IL SAGGIO "FRAMMENTO E SISTEMA" DI ROBERTO FAI


Presso l’associazione culturale “Alchimia” di Priolo Gargallo, domenica 19 ottobre ho avuto l’onore e il piacere di presentare a un numeroso e attento pubblico il libro di Roberto Fai dal titolo “Frammento e sistema”.
Organizzato con entusiasmo e dedizione da Rosanna Caminito, che ha anche proposto un video da lei stessa realizzato su uno dei temi proposti dal libro, quello cioè dello “sradicamento”, all’incontro ha partecipato anche Arianna Zerillo, collaboratrice della rivista “INSiracusa”. Roberto Fai, già presidente del Collegio Siciliano di Filosofia, è ideatore e promotore del Premio di Filosofia Viaggio a Siracusa. Dottore di ricerca in “Profili della cittadinanza nella costruzione dell’Europa” e in “Teoria e prassi della regolazione sociale nell’U. E.”, collabora con la Cattedra di Filosofia del Diritto dell’Università di Catania. I suoi interessi sono rivolti prevalentemente al campo della filosofia politica e giuridica. Ha curato, insieme a Elio Cappuccio, il volume “Figure della soggettività” (Siracusa 1985) e, con Pietro Barcellona e Fabio Ciaramelli, "Apocalisse e post-umano.
Il crepuscolo della modernità" (Dedalo 2007); ha inoltre pubblicato il saggio "Genealogie della globalizzazione. L’Europa a venire", Mimesis 2009, in cui ha preso in esame tutti quei processi che, a partire dalla data simbolica dell’89, anno del crollo del Muro di Berlino, hanno prosciugato il tradizionale lessico della Modernità, ponendoci in un’era del tutto nuova, in cui la democrazia, forse, come ha detto Galimberti in una sua lezione, è stata sostituita dalla retorica e in cui l’era della tecnica, in cui ci troviamo già da diversi decenni, ha raggiunto un’espansione elefantiaca. 
Nel suo nuovo lavoro il filosofo siracusano prende atto della crisi dei concetti di Sovranità e di Stato, emblematici del modo sistematico di pensare le differenze individuali e di renderle organiche. Il suo è un magistrale tentativo di leggere e interpretare la realtà di oggi ripercorrendo le tappe del pensiero filosofico riguardante tematiche giuridico-politico-economiche a partire dalla nozione di Leviatano resa celebre da Hobbes fino al dubbio espresso da Heidegger riguardo la capacità della democrazia di sostenere adeguatamente l’età della tecnica. La crisi del Leviatano e quindi di una visione della società sistematica controllata e dominata dallo Stato, l’aveva del resto già prefigurata Heidegger nel 1966, con straordinaria lungimiranza. Fai non cita molto spesso date precise: ma nell’ultimo saggio ne annota una, per lui evidentemente fatale: il 23 settembre 1966, in cui Heidegger rilasciò la sua unica intervista alla carta stampata (a Der Spiegel”, per la precisione), lanciando, a un certo punto, un dubbio sconvolgente, tanto per quell’epoca quanto per la nostra.
Il dubbio cioè se la democrazia riuscirà o meno a rispondere alle esigenze dell’età della tecnica, l’età in cui ancora viviamo. Ricordo io per averlo studiato ai tempi dell’Università, – ma lo ricorda anche Fai in uno dei suoi frammenti – che Carl Schmitt in “Terra e mare” aveva ripercorso la storia dell’umanità suddividendola in due grandi fasi, la fase in cui l’uomo era tutt’uno col suo ambiente d’origine, la terra, e una fase successiva in cui l’uomo era riuscito a imporre il suo dominio anche sui mari. Dopo terra e mare l’uomo aveva infine conquistato i cieli: e ciò era stato reso possibile dal grande sviluppo della tecnica. E Schmitt, a questo punto, evocava la creazione di un nuovo sistema che potesse essere all’altezza dell’epoca della tecnica. 
Era forse la democrazia questo nuovo sistema? 
Heidegger scardina il bisogno di certezza dei suoi intervistatori e insinua un dubbio quasi insostenibile: “Non sono convinto che questo sistema sia la democrazia”. 
Attenzione, Heidegger non dice che NON è la democrazia il sistema più adeguato, ma ne mette in dubbio la funzionalità rispetto alla nuova era che si è aperta, al di là di qualunque dogmatica certezza che ancora oggi castra la nostra capacità critica e ci rende immobili, statici, di fronte a una realtà frammentata e in divenire. La tecnica mobilita tutto, tutto trasforma: come restare quindi avviluppati a un singolo statico concetto quale in questo caso quello della democrazia? Se noi andiamo a modificare la natura con la tecnica, come possiamo pensare che questo non trasformi anche concetti relativamente nuovi (se pensiamo da quanto poco tempo hanno fatto la loro apparizione negli scenari storico-filosofici) e tutti da verificare come quello di democrazia? Quelle proposte da Fai sono quindi tappe che da un’idea di sistema ci inoltrano nell’abisso della presa di coscienza di una realtà sempre più frammentata, in cui si liquefanno nozioni apparentemente intoccabili: e il tentativo è quello di fornirci questa coppia di termini, sistema e frammento, quale “dispositivo ermeneutico” per una comprensione della contemporaneità.
Ci dona la possibilità di fondare un nuovo modello di pensiero che alla liquida contemporaneità – alla nostra società aperta disseminata di individualità, non più legata a reti unitarie di significati – non si vuole però del tutto adeguare, ritenendo invece che questo nostro istinto sistematizzante è un bisogno antropologico dell’uomo occidentale. Perché dunque rinunciare a questo nostro umano istinto? Abbandonare del tutto questa meravigliosa forma di pensiero sistematico non è forse un tradire la nostra umana natura? Occorrerebbe invece cercare una nuova e diversa mediazione tra l’individuo e l’istituzione. Il lavoro di Fai indica la strada per una ricerca tesa a ritrovare il senso del mondo in cui viviamo; il senso del nostro vivere, del nostro agire, in cui i frammenti e il sistema non dialogano, non sono più oggetto di difficili sintesi tra le istanze dell’una e dell’altra polarità, ma convivono stabilmente l’uno accanto all’altro: quello che occorre, quindi, è delineare una “forma di mediazione universale”.

venerdì 17 ottobre 2014

IL 19 OTTOBRE PARTECIPERÒ ALLA PRESENTAZIONE DELL'ULTIMO LIBRO DI ROBERTO FAI

Domenica 19 ottobre io e Arianna Zerillo presenteremo il libro di Roberto Fai dal titolo "Frammento e sistema. Nove istantanee sulla contemporaneità". Ecco la locandina. 

giovedì 16 ottobre 2014

giovedì 14 agosto 2014

"EROS" DISPONIBILE IN LIBRERIA

Disponibile la nuova elegante antologia curata da Aurelio Caliri, dal titolo che non necessita di alcuna spiegazione: "Eros". Illustrazioni A COLORI di Salvatore Fiume e... il mio racconto "Imbarazzanti segreti". Gli altri autori, oltre allo stesso Aurelio Caliri, sono: Giuseppe Asaro, Barbara Becheroni, Pippo Bella, Sebastiano Burgaretta, Pino Caruso, Nicola Colombo, Matteo Collura, Corrado Di Pietro, Salvatore Fiume, Giorgio Giannone, Aurelio Grimaldi, Francesco Lanza, Alessandra Leone, Luigi M. Lombardi Satriani, Giuseppe Mannino, Renzo Montagnoli, Flora Restivo, Angela Rizzo, Vanni Ronsisvalle, Corrado Sofia, Antonio Sparatore, Salvo Zappulla e Virginia Foderaro.
Lo trovate nelle migliori librerie siracusane (cito almeno Gabò in Corso Matteotti e La Casa del Libro di via delle Maestranze), certamente più avventuroso reperirlo altrove (potete sempre richiederlo alla mail aureliocaliri@infinito.it).